VENERDI' 13 NOVEMBRE 2020

 

PERCHE’: perché in Italia le sanzioni sono così basse che per molte persone non costituiscono un deterrente a comportarsi scorrettamente?

 

RISPOSTA: in Italia molte sanzioni sono così basse, che sembra che la Giustizia desideri “salvaguardare” gli scorretti, piuttosto che dare a loro la “giusta punizione”. Forse questo comportamento deriva dal concetto di “perdono”, ma siamo sicuri che sia utile alla comunità?

Lo scopo della sanzione dovrebbe essere: in primo luogo “punire” chi ha commesso il reato, e in secondo luogo “cercare di recuperare al normale vivere sociale” chi lo ha commesso.

Per evitare la ripetizione del reato, la “punizione” dovrebbe costituire un deterrente, perché altrimenti gli “scorretti” potrebbero continuare a commettere scorrettezze.

Perché la punizione costituisca un vero deterrente, la soluzione potrebbe essere, senza cercare troppe complicazioni, aumentare le sanzioni in modo elevato per un periodo provvisorio da definire.

Stabilizzata la situazione che oggi è inaccettabile, si potrebbe ritornare al sistema attuale, salvo ritenere definitivo l’aumento delle sanzioni, se ci si accorgesse che l’aumento è indispensabile per proteggere gli italiani da chi compie scorrettezze.

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MARTEDI' 17 NOVEMBRE 2020

 

PERCHE’; perché in Italia molte persone si comportano scorrettamente?

 

RISPOSTA: molte persone si comportano scorrettamente perché: le sanzioni sono troppo basse, ci sono varie possibilità di riduzione della pena, il sistema giudicante è così fumoso che i “furbi” molto spesso riescono a scappare dalla giustizia.

Anche gli stranieri sono a conoscenza della situazione italiana, e perciò in Italia rispettano poco le norme nazionali.

Dovrebbe vigere il principio che se una persona venisse “riconosciuta colpevole” di una scorrettezza, questa dovrebbe essere messa nella condizione di non commetterla più.

“Riconosciuta colpevole” significa che le azioni giudiziarie contro questa persona dovrebbero essere “risolte definitivamente” in tempi molto brevi, ad esempio al massimo entro sei mesi, e non ci dovrebbero essere termini di prescrizione dei reati, patteggiamenti o quant’altro che possano ridurre le sanzioni.

Perché la sanzione serva da monito per tutti:

  • i colpevoli dovrebbero sapere che dovranno subire le sanzioni senza riduzioni di alcun genere;
  • coloro che hanno subito l’azione negativa, dovrebbero sapere che i colpevoli dovranno subire le sanzioni senza riduzioni di alcun genere.

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VENERDI' 20 NOVEMBRE 2020

 

PERCHE’: perché i nomi di chi ha una multa da pagare, dovuta a piccole scorrettezze, non vengono resi pubblici in appositi elenchi regionali?

 

RISPOSTA: sembra che per molte persone che commettono delle piccole scorrettezze, ci sia la cattiva abitudine di aumentarle, non pagando le multe dovute, nell’attesa di un futuro condono.

Per evitare lungaggini burocratiche delle quali i “furbi” potrebbero approfittare, queste multe dovrebbero essere definite da uno specifico organo ad esempio al massimo entro tre mesi, senza che ci sia la possibilità di ulteriori ricorsi.

Dopo tale termine ci dovrebbero essere trenta giorni di tempo per pagare il dovuto.

Trascorso quel termine, per evitare altre “furbizie”, il nominativo del sanzionato dovrebbe essere pubblicato assieme all’importo dovuto, in un elenco regionale, finché la multa non verrà pagata.

Per obbligare questi “furbi” a pagare, ci dovrebbe essere una specifica disposizione sulla privacy che consenta tale comportamento.

Se non ci si decide a “costringere” gli scorretti a pagare, questi continueranno tranquillamente a commettere scorrettezze.

Si deve cominciare dai piccoli, per arrivare ai grandi!

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